giovedì 26 novembre 2009

Il sogno di Icaro

Siamo tutti fili di questo groviglio di macchine e palazzi e giorni troppo simili tra di loro, di piedi che si pestano, mani che si sfiorano, amen pronunciati in fretta, fili legati alle dita di un burattinaio che ha molteplici nomi e nessun volto...

Prima della coscienza il nulla, quello che ci resta negli occhi, con la sua palpabile inconsistenza... e dopo...?

Non so più da quanto tempo mi sto trasformando in puro veleno. Dare uno sciocco nome ad ogni cosa, additarci, preparare i sassi, lanciare... forse è questo gioco che mi ha stancato? Oppure l'evidente differenza tra atti e parole, il confine tra realtà e maschera che noi stessi costruiamo e che non sappiamo più valicare?

Per quanto scavi non trovo alcuna risposta. Ho bisogno di leggerezza. In fondo è il sogno dell'uomo da sempre, quello di volare...




Il sogno di Icaro

Forse il senso
si trova nella risacca
o nei sassi levigati
o nel volo dei gabbiani
Forse è celato
dalle distese di sabbia
o dal giro delle lancette
Forse è nel soffio del vento
Un manto nero
figlio dell'eternità
sarà l'oblio
che falcerà ogni dubbio
ma fino ad allora
nessuno potrà dire
che per noi è impossibile
ottenere un paio d'ali