mercoledì 9 febbraio 2011

Helluland


il mare era un rogo
di onde crepitanti
e infinito ossigeno
tanto da soffocarci
poi le fruste di vento
su nuvole gementi
e le mani dei miei fratelli
ad indicare qualcosa

una voce sospesa

diceva...

cosa diceva...?

diceva...

quella terra infine
che non conoscevamo
non era un desiderio
era una necessità
e noi già polvere
nella polvere
a rifletterci in specchi
di occhi bruni, immensi

una voce sospesa

Helluland

fiorita dal nulla

così profondo, profondo...

abbassai lo sguardo
e vidi il mio sangue
era stato un attimo
o un'eternità...?
ed ero già polvere
nella polvere
in quegli specchi impietosi
così simili a me

una voce sospesa

verranno

verranno un giorno

verranno, Helluland

uomini scintillanti
figli di un dio denigrato
e strapperanno al tuo suolo
fino all'ultimo seme
uccideranno la tua gente
e la pelle sarà peccato
ci sarà ancora più polvere
poi quella, quella soltanto

svaniranno le tue rocce

in un hallelujah

in un hallelujah

svanirai, Helluland








venerdì 4 febbraio 2011

Quattro febbraio duemilaundici ore diciannove più o meno.


la luce che si spegne

intermittenza

il mio vicino impreca
sta cercando di leggere, accidenti alla luce, glielo sta facendo sicuramente apposta

la strada che corre buia
ricorda grossomodo a tutti che è inverno

i distratti restano sempre l'eccezione

due uomini ululano di politica e sesso e morale e politica
penso che in fin dei conti
un uomo solo non è il marcio intero
e che le bocche che marciano sul marcio sono la cosa più marcia

ma poi io non sono l'eccezione
anche se mi distraggo spesso

chiudo gli occhi guadagnandomi un po' di buio personale
comodo monolocale per l'anima


cosa vuoi che ti risponda se mi chiedi come sto?

mercoledì 2 febbraio 2011

Fai che sia luce.

aria rarefatta, indefinita
che si trascina, si trascina
scivola sulle lancette ferme
sugli sguardi fissi
che non lasciano dormire la polvere
bisognerebbe aprire uno spiraglio
non aver paura dell'assenza dei secondi
e fare in modo che nessuna cosa abbia un nome
nemmeno il nulla, nemmeno il nulla
lasciare aperta la notte
perché vengano sudore e boschi
e distese eterne e claustrofobia
malattia e bellezza, in un istante
in un istante, goccia per goccia, l'eternità

entra piano, ieri, e a passi svelti
che non si svegli nessuno, che nessuno ti svegli
resta quanto desideri, se pensi di dovere
e se vuoi che qualcosa sia, fai che sia luce