venerdì 28 agosto 2009

L'ottimismo è il profumo della vita...

Mi è capitato spesso di sentirmi etichettare come "pessimista". O di sentirmi dire di essere uno che recita la parte del "dannato". Ebbene, premesso che non m'interessa molto iniziare un'auto-apologia, volevo solo invitarvi ad una riflessione, anzi iniziare con una domanda: qualcuno di voi è davvero convinto che viviamo nel migliore dei mondi possibili? Mentre ci rincoglioniamo facendo quiz su questo social network i nostri politici sono lì ad ingrassare e a rovinarci un futuro che diventa sempre più ipotetico, e non mi pare che se ne parli abbastanza(parlare, scrivere, semplici atti che volendo possiamo collegare al pensare... pensare, crearsi un'opinione, alzare la mano per dissentire... sarebbe già una gran cosa se le persone iniziassero a riprendersi questo diritto).
E lo sapete che le api si stanno estinguendo? A causa dell'inquinamento e dell'elettromagnetismo stanno andando a farsi fottere. Immagino che se lo dicessi ad un tronista(e ora potrei essere tacciato di razzismo nei confronti dei tronisti, ma se si può accoltellare un omosessuale e poi riuscire quasi a passare impuniti non capisco perchè non si possa insultare un tronista) si sentirebbe sollevato... quelle sono brutte bestie che pungono e poi il miele è saccarosio allo stato puro, roba da pazzi, se ne può anche fare a meno. Peccato che l'impollinazione sia necessaria alla sopravvivenza dell'uomo, visto che la vita di molte piante dipende da essa. I media ne parlano? Poco. Forse zero. Eppure è l'ennesima prova che ci stiamo fottendo con le nostre stesse mani. L'ennesimo campanello d'allarme della Madre Terra che noi ignoreremo. Ma chi se ne fotte, è iniziato il campionato.
Sono fermamente convinto che l'uomo sia nato per distruggere se stesso e tutto ciò che lo circonda. E voglio anche pensare a cogliere l'attimo ma prima o poi arriverà un attimo a cogliere me, quindi a volte vorrei che il mio esistere avesse più valore di quello di un sasso. Quindi sorrido, aspettando che venga dalle mie parti il prossimo elemento portandosi dietro una domanda e un'affermazione.
Perchè scrivi queste cose? Dovresti essere più ottimista.

giovedì 27 agosto 2009

.....

Penso alla luna e a quanti illusi l'hanno cercata o la stanno cercando per perdersi nel suo oscuro candore. Lei, la musa dei poeti e dei lupi.
Io sono una nuvola che tenta di sfiorarla invano, col vento a lenire il dolore e a ferire.

Guardo le parole che ho lasciato sulla carta. Parole stupide e che comunque non bastano, non dicono niente.
Io sono un foglio accartocciato, un sogno interrotto, pensieri perduti in un piccolo rogo.

Mi fondo col suono di questa musica, primitivo legame alla notte e alla vita.
Io sono la voce che si avverte in lontananza, un latrato, una melodia di secoli fa, il più profondo silenzio.

Rivedo il tuo corpo, mi mescolo al tuo respiro, in bilico tra la tua paura e il bisogno di stringermi, in bilico tra la voglia di proteggere e di sentirmi protetto.
Io sono il mio sangue e i miei brividi, sono i battiti di questo cuore, sono le mie mani, il mio istinto, questa vita che fugge.

Ripenso alle parole, alle promesse, ai sorrisi, alle enormi bugie che ho voluto credere verità, a quelle che ho spacciato per tali.
Io sono le mie cicatrici, la vostra assenza, la bile che ribolle, questa stupida nostalgia, contraddizione, stasi, caos.

Chiudo un pugno per stringere il niente e lo riapro con la consapevolezza di aver avuto in mano, per un istante, l'infinito.
Io sono ciò che credete e ciò che c'è in fondo ai miei occhi.
Qualcosa che appartiene soltanto a voi. Qualcosa che appartiene soltanto a me.
Sono occhi aperti
Attesa esitante
Suono che graffia
lo spazio concesso
Sono ossigeno
in combustione onirica
Sono una bestemmia
che prega a suo modo
Sono il legame
spezzato dall'onda
Il presagio del caos
racchiuso nella forma
Sono l'impercettibile
passo alle tue spalle
Antico riverbero
di parole mai dette

lunedì 24 agosto 2009

Il crepuscolo degli uomini

Le palpebre si socchiudono, appesantite da questo tempo. Tempo molle. Tempo vigliacco. Tempo viscido. Troppi bagni nel niente per non sentire qualcosa di strano muoversi nella pancia. La televisione è accesa, brucia la Grecia, Bossi continua a sparare cazzate, il Super Enalotto è stato vinto, e così via... le notizie mi scivolano intorno, non ne avverto la consistenza, forse che la vita è senza spessore, forse che lo sembra, forse è che non lo so, non lo sappiamo.
Penso che da qualche parte sta cadendo una bomba. Ora. E che il nostro più grande dilemma è cosa fare stasera. In fin dei conti è un'idea banale, eppure mi fa sorridere.
Penso al concetto di comicità nel senso pirandelliano. Penso di essere comico anch'io in fondo, come Silvio Berlusconi che su Chi si improvvisa buon padre e nonno affettuoso, come Giovanni Ianniciello, il nostro beneamato sindaco, che pur essendo un rappresentante di una diversa fazione politica non si comporta diversamente dal rispettabilissimo Cavaliere.
Penso che siamo a contatto con tutto il mondo grazie o per colpa di Internet e che poi ci grattiamo le palle se passa un funerale.
Penso a quella volta a Roma che ho visto un gruppo di catechisti cantare lodi al signore a due passi dalla statua di Giordano Bruno.
Penso alla statica mobilità di tutto ciò che ci circonda.
Penso che stia arrivando il tempo per nuovi idoli, enormi maiali che si rotoleranno in una poltiglia particolarmente invitante: quel che rimarrà dei nostri cervelli. Penso che forse ci siamo già.
Forse questo è il crepuscolo degli uomini.

lunedì 17 agosto 2009

Stomaco #3

La maschera c'è, ovviamente, multiforme e vigliacca. E' l'unico modo per sopravvivere nella realtà che ci è stata concessa. Però nello specchio ci sono soltanto io, quello vero.
Il mio sangue scorre, caldo e calmo. Col tempo ha maturato la convinzione che rispondere alla forza con una forza uguale non porta a nulla. Ha imparato ad essere paziente, a vivere per la vita e non per altro. Costante fino a farsi male. Sangue debole, in cerca di un rifugio, di un flusso avvolgente e morbido da cui farsi cullare. Poi fiume in piena con la voglia di fuggire, di essere inseguito, di non essere dato mai per scontato.
Contraddizione e linearità di uno scorrere anche in assenza di meta... nulla di nuovo, in fin dei conti.
Oltre lo specchio ci siete voi, diversi di volta in volta. Siete angeli, distanti e perfetti, e io una misera creatura di carne e sangue. Sembrate così immortali nei giorni del mea culpa.
Siete dei vermi che vorrei schiacciare prima di scoprirmi come voi, perchè non voglio accontentarmi, nei giorni in cui sembrate così squallidamente vuoti e uguali. Robottini in fila. Iene ridens. Esseri umani.

Probabilmente qui è simile per tutti. E non è mai semplice. Le sfumature sono troppe per negarle, e la risposta non risiede di certo nel bianco o nel nero. Qui si respira veleno, aspettando che l'alba cancelli gli stupidi pensieri che la notte ha portato. Qui si smette di sognare perchè è più comodo, si inizia a calcolare per non tremare più. Basta impedire agli occhi di guardarsi intorno fino a perdersi. In fondo è questo il segreto. Dimenticare, andare avanti...perfetto.
Soltanto che nello specchio, a volte, si fa strada un pensiero. Un pensiero che accarezza le chiese dove abbiamo chiesto perdono per i nostri limiti, i banchi dove abbiamo iniziato a capire che non esistono il bene ed il male assoluti, tra sorrisi, veri e falsi, calci nelle palle e i "tu da che parte stai", poi le città dove abbiamo trovato una nuova vita, conosciuto, osservato, amato e tradito. Un pensiero che accarezza i manifesti che pubblicizzano la prossima festa di paese, che attraversa il senso di inutilità che a volte è così schifosamente palpabile, un pensiero che passa nella televisione e fa il giro dei canali, tra buonismo, qualunquismo, bisogno di superficialità... un pensiero che passa tra i fogli dei giornali, tra servilismo e ribellione in sordina... un pensiero che già sfiora il futuro, gli anni vuoti in questa realtà che toglie l'aria, quello che non ci sarà e la speranza residua. Un singolo pensiero che dura un attimo, poi scompare... forse, amici miei, ci hanno fregato.

venerdì 14 agosto 2009

Libertà

I vecchi giocano a briscola, bestemmiano, si annoiano di vestirsi bene la domenica tanto ci pensano le donne al paradiso.
I giovani fuggono ma restano, pagheranno poi polmoni e fegato ma ora chi se ne fotte.
Voi ciechi e sordi mentre quei porci si arricchiscono, si nutrono della vostra ignavia, tanto non vi riguarda, c'è da mangiare, bere, festeggiare...

Complimenti per il vestito, beviamo qualcosa insieme... un brindisi, propongo un brindisi alla libertà- ovviamente intendo quel pò di libertà concessa ad un essere umano come creatura infinitamente limitata, libertà che risulta per questo ancora più preziosa:
libertà di pensare ciò che si vuole e di scrivere ciò che si pensa...
libertà di cercare la propria essenza anche al di fuori del percorso stabilito...
libertà di non leccare il culo a nessuno...
libertà sudata conquistata in migliaia di anni, per non dimenticare, per non rendere la storia un qualcosa di polveroso da studiare con le palle in mano, per non rendere la vita qualcosa di bidimensionale...
libertà di vivere perchè pensare è vivere, perchè esprimersi è vivere...

In questo paese di ottomila anime i vecchi giocano a briscola. I giovani fuggono ma restano. E voi...?