giovedì 30 giugno 2011

il portachiavi


guardo il portachiavi.
i libri sul comodino.
gli oggetti piccoli e quelli grandi.
penso al portatile. lavoro di memoria che da qui non lo vedo.
non mi ci vuol molto a ricordarlo nei dettagli, ad immaginarlo costretto lì sotto, anche se oggi mi sento pigro.
penso che sia dipendenza. un continuo laccio col mondo.
ma lo sono pure gli altri oggetti.
i libri.
il portachiavi.
piccoli legami, infinitesimali, continui, liquidi che si fingono solidi.
se accendessi il pc ci troverei tutto.
ma finché resta spento, sotto quelle maglie, non esiste.
ora "tutto" sta sotto dei vestiti sporchi.
e altro "tutto" alla finestra.
luoghi di cui ho sentito parlare, gente che conosco, grossomodo, da qualche parte.
che mi porto dietro, in una forma o nell'altra.
e a volte smarrisco.
in uno scatolone quante persone ci entrano?
e in tasca?
e quelle intorno ai polsi?
qualcuno l'ho portato al collo, come una fede.
vado a fare due passi. tu non sei qui, eppure certamente "sei".
allora andiamo, ti voglio far vedere un posto nuovo.





lunedì 27 giugno 2011

nel pozzo

raccogliere fiori già raccolti
e portarli a nessuno
come una maledizione
come un regalo

dove sono quelli che non ho visto?
dove sono quelli che smarrisco?
sono spezzati, li hai sfiorati anche tu
forse dormono nel pozzo?

sono sicuro che potrei riconoscerli
uno per uno, anche tra cento vite
sono semplici come un gesto gentile
così unici, luminosi ed inutili

sono atomi che si disgregano
mentre provo ad afferrarli
che mi rendono felice
quando poi rinuncio a farlo

come sono quelli che non ho visto?
come stanno quelli che smarrisco?
sono spezzati, li hai sfiorati anche tu
forse dormono nel pozzo

venerdì 24 giugno 2011

sembra

le luci dei concerti
ci disegnano spenti
i locali sono aperti
anche oggi fino a tardi

e sembra sempre che cambi
come quando dici che hai capito
e sembra sempre che cambi
come se ci capissimo davvero

i giornali si mordono
nelle edicole del corso
e quando li compro
c'è qualche pagina di meno

ma sembra sempre che cambi
come quando dici che hai capito
sì, sembra sempre che cambi
come se ci capissimo davvero

il virus è nella mente
molto più che nei polmoni
e tu cosa stai sognando
nelle pieghe del domani?




lunedì 13 giugno 2011

quelli di mezzo.


siamo quelli di mezzo.

lo sanno i nostri cellulari in mano a dei rapinatori.
lo sanno i nostri documenti in mano a dei carabinieri.

lo sanno le nostre case in bilico.
lo sanno i nostri pareri contraddittori.

lo sanno i nostri rimpianti mai veramente rimpianti.
lo sa la nostalgia del provare nostalgia.

lo sanno i nostri frigoriferi con la roba che scade.
lo sa la roba che ci vendono già scaduta.

lo sanno quelli che possono decidere molto di più.
lo sanno quelli che possono decidere molto di meno.


lo sanno i medici, lo sanno gli psicologi.


lo sanno tutti, lo capiremo anche noi.

domenica 5 giugno 2011

ridendo

prima di tutto il domani
a rendere intangibile l'oggi
e la vergogna di avere
un dolore superbo, egoista
informe nella forma
ma forzato nei contorni
chiedere aiuto ridendo
come un bambino che gioca

venerdì 3 giugno 2011

335

335 metri
da un'anima all'altra
in un solo secondo

qualche sfumatura impercettibile
che non toglie nulla
all'armonia della dissonanza

335 metri
non c'è stupore
né precisione, nella normalità


è meno di un passo
eppure
è così difficile ascoltare?